martedì, settembre 27, 2005

2qualcosa settembre, 1 a.m.

voglia di parlare a voi, non al mio diario, stasera. Che e' una sera drunk un po' come tutte le altre solo che mi ha preso meglio del previsto e mi sono pigliata la racconterellina, assieme alla febbre maldestrina e tremarella che mi ha appena fatto precipitare a terra una delle due tazzine da caffe' miracolosamente trovate oggi in un negozio del centro (le uniche in tutta la california, vista l'unita' di misura - la spanna - con cui qui misurano abitualmente la brodaglia bollente e marroncina che si azzardano a chiamare caffe'). Allora contenta. contenta di essermi ubriacata con soli due bicchieri di vino (ma era vino eh! gia' credevo di non saper piu' cosa voleva dire, dopo le continua overdosi di birra a cui questo severo regime non smette di sottoporci). contenta di essermi presa una scaia allegra guardando telefilm! un'esperienza nuova. contenta di aver enjoyed una cosa cosi' da femmina. contenta di non aver ruttato e detto parolacce ad alta voce mentre le mie vicine di casa inglesine offrivano pop corn e cheese cake alle loro simili internazionali sopcchiudendo gli occhi svenevolmente alla vista del fidanzato muscoloso che confessa alla Desperate housewife di turno di vera un figlio disperso oltreoceando in qualche scantinato buio e polveroso. contenta di aver riso come una scema con la neighboor di sinsitra (la spagnola) e quella di destra (l'italo-scozzese-sudafricana) di non mi ricordo piu' cosa per piu' di un'ora sulla soglia di casa. Ma sapete cosa? tra la sospiratisasima puntata di Desperate houswives e l'attesa replica di Sex and the city, l'exclusive female party a baase di cioccolata, pop-corn, vino, cuscini e espressioni rapite di sorpresa e' stato interrotto dalle news locali, che ci hanno messo davanto agli occhi la morte di un ragazzo avvenuta nientepopodimeno che ieri notte a Santa Barbara da uno scoglio di Isla Vista. pare che uno studente bresco di ritorno da un ilare festino alcolico su Del Playa (la strada di tutte le feste, quella che da' sul mare, dove anch'io gironzolavo e mangiavo hamburger ieri notte tra l'1 e le 3), sia caduto - o si sia buttato - da un cliff e sia finito morto in mare, o sulla spiaggia, questo ancora mi e' oscuro. E poi interviste ai ragazzi che vivono su del Playa, amici del tipo, gente che avrei potuto tranquillamente vedere una delle scorse notti in giro per il campus o giu' di la' (e magasri li ho visti, che ne so, le californiane sono tutte uguali, un po' come le cinesi, non me ne vogliano i non caucasici..). Insomma brutto brivido e allo stesso tempo sensazione di essere in uno di quei film americani sul sesso e la perdizione, un po' una Jen (che e', cambiano gli ideali?? - devo essermi distratto un attimo -) di Dawson's creek a cui muore la compagna di classe cattiva giu' per un pontile ubriaca marcia!
Non vedo l'ora di Los Angeles e delle sue attrattive da megalopoli della cultura e dell'ipermoderno. Santa Barbara e' una parentesi, no meno, un apostrofo sociale accanto alla citta' degli angeli, un'oasi felice nella fog. Domani vado al campus on foot. se mi sveglio. better put the alarm clock!
'night!